Tasso Variabile con Cap

Tasso Variabile con Cap

Il Tasso Variabile con CAP è un tasso variabile a tutti gli effetti ma con una particolarità: non può mai superare un valore massimo, detto appunto CAP.

Volendo fare un esempio numerico: supponiamo che un mutuo a tasso variabile abbia come indice di riferimento l’euribor a 3 mesi (euribor 3M), più uno spread del 2%.

Ciò significa che, ogni mese, per calcolare il tasso effettivo del mutuo, si parte dal valore dell’euribor 3M e si somma il 2%.

Supponiamo che per questo mutuo, sia definito anche il valore di CAP, pari al 6%: ciò significa che, se sommando l’euribor 3M più il 2% di spread si supera il 6%, comunque il tasso effettivo viene fissato al 6%.

Esempio numerico:

  • se l’euribor 3M vale 3,5%, allora il tasso effettivo del mutuo è 3,5% + 2% = 5,5%
  • se l’euribor 3M vale 4,5%, allora il tasso effettivo del mutuo è il 6%  (perchè 4,5% + 2% = 6,5%, che è maggiore del 6%).

Il tasso di CAP è quindi il tasso massimo raggiungibile per tutta la durata del mutuo.

In particolari situazioni (vedi articolo), se un mutuo a tasso variabile ha un cap paragonabile al tasso di un mutuo a tasso fisso, potrebbe essere interessante da scegliere.

Poichè il mutuo a tasso variabile con CAP presenta il vantaggio, per il cliente, di bloccare il tasso in caso di eccessiva salita dell’indice di riferimento (euribor o tasso bce), le banche si tutelano applicando uno spread maggiore ai mutui con cap (rispetto ai mutui classici a tasso variabile puro).

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