Rata sostenibile

Una rata sostenibile è certamente il primo criterio che deve essere verificato per una buona convinvenza con il nostro finanziamento/mutuo.

In un precedente articolo abbiamo già avuto modo di appurare che il rapporto rata/reddito è un criterio fondamentale per la concessione del mutuo.

Se la rata che si pagherà è, in percentuale, ritenuta sostenibile rispetto agli ingressi mensili (tipicamente lo stipendio), ci sono più probabilità che venga riconosciuto il finanziamento richiesto.
Una rata, in percentuale, minore del 35% del reddito mensile dovrebbe essere ritenuta adatta e sostenibile.

Tuttavia, al di là delle logiche che le banche adottano per stimare il rischio di insolvenza, cosa è bene considerare per auto-valutare la sostenibilità della rata?

1 – Considerare eventuali altri finanziamenti in corso

E’ un parametro valutato anche dalle banche che spesso non viene preso in considerazione da chi chiede un prestito: le entrate mensili disponibili devono essere valutate al netto delle rate di altri finanziamenti in corso.

Facciamo un esempio numerico:
Mario guadagna 1000 euro al mese e ottiene un prestito per comprare il motorino, la cui rata è 250 euro al mese.
Ciò significa che Mario pagherà una rata che è solo il 25% del suo reddito mensile. Tutto ciò può sembrare ottimale, ma se Mario ha dimenticato di considerare che lui, ogni mese, deve ancora pagare 500 euro per le rate dell’auto, allora il discorso cambia.
In tal caso Mario si accollerebbe una rata di 250 euro, contro i soli 500 euro al mese che gli rimangono al netto della rata dell’auto. Il suo rapporto rata/reddito è quindi al 50%, ed è ritenuto universalmente insostenibile.

 

2 - Valutare tutto il piano di ammortamento e non solo la prima rata

Anche questo può sembrare superfluo, ma è bene prenderlo in seria considerazione, soprattutto perchè molti istituti inseriscono nelle prime rate qualche sconto oppure, volutamente, offrono un piano rateale in cui nei primi mesi si paga meno e, col tempo, la rata aumenta.

Va considerato quindi il caso peggiore e, volendo fare un esempio, se in un piano di pagamenti le prime 12 rate sono di 200 euro e le successive 24 rate sono da 250 euro, occorre che le nostre valutazioni sulla sostenibilità vengano fatte considerando solo le rate da 250 euro. Non si può rischiare di trovarsi in difficoltà economiche da un giorno all’altro, solo perchè non si è considerato che il nostro piano di pagamento prevedeva rate crescenti nel tempo.

 

3 – Considerare il rischio dei finanziamenti/mutui a tasso variabile

Se la rata è calcolata sulla base di un tasso variabile, occorre essere consapevoli che il suo valore potrebbe crescere in maniera considerevole e in modo imprevedibile. Se, come accade ora (aprile 2012) i tassi sono ai minimi, come descritto in questo articolo, non bisogna mai dimenticare che è irreale pensare di essere fortunati per tutta la durata del prestito.

Al momento dell’accensione del mutuo/prestito, le rate a tasso variabile sono più basse delle rate a tasso fisso, ma non è detto che ciò rimanga sempre vero. Non è un rischio quantificabile con certezza, ma occorre sempre ricordarsi che, con un tasso variabile, le rate che si pagano possono aumentare considerevolmente.

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