Prestito sociale a tasso vantaggioso

Prestito sociale a tasso vantaggioso

Un prestito a tasso vantaggioso può essere una buona opportunità. Ancora migliore se il finanziamento, una volta tanto, non è gestito da banche ma da privati. Abbiamo già parlato di cosa significa prestito sociale (o Social Lending), con questo articolo vogliamo scendere più nel dettaglio e comprendere dettagli maggiori.

I concetti basilari del prestito sociale sono:

  • i richiedenti chiedono un prestito a dei privati, ad un tasso inferiore di quello che può offrire un intermediario finanziario (es banca)
  • i prestatori concedono denaro ai richiedenti, ad un tasso superiore di quello offerto da conti correnti / conti deposito.

L’equilibrio è presto trovato: tenendo conto che i finanziamenti spesso vengono dati con tassi del 12-15% e che i conti deposito rendono, se va bene, il 4-5%, è facile intuire come ci si possa incontrare a metà strada con prestito intorno all’8-10%.

I richiedenti e i prestatori vengono messi in contatto tramite siti specializzati (es smartika.it, prestiamoci.it), che gestiscono tutte le pratiche del caso.

In generale, a parte i casi particolari che ogni sito potrebbe offrire, il processo è comune:

I richiedenti:

  • sottopongono la richiesta di prestito, che deve essere approvata
  • sono assegnati ad una classe di rischio. In base alla loro affidabilità creditizia ottengono un tasso di finanziamento (più basso per i buoni pagatori, più alto per i pagatori meno affidabili)
  • pagano le rate mensilmente

I prestatori:

  • versano il denaro sul conto online
  • decidono le somme da prestare, per ogni classe di rischio (è conveniente diversificare, per non correre eccessivi pericoli). All’interno della stessa classe di rischio, a volte automaticamente, il denaro prestato è ripartito su più prestiti, per minimizzare le perdite dovute a insolvenza. Le insolvenze dei pagatori sono gestite dal sito (nessuna azione è richiesta al prestatore).
  • incassano mensilmente le rate comprensive di interessi (alcune rate potrebbero essere accreditate con ritardo in caso di inzolvenza). Tali introiti vanno poi inseriti in dichiarazione dei redditi, alla voce Altri Redditi di Capitale (rigo RL2 per il Modello Unico, rigo D2 per il Modello 730).

 

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