Il prestito sociale conviene. Ma siamo sicuri?

Il prestito sociale conviene. Ma siamo sicuri?

Nome in codice: social lending. E’ il prestito sociale che promette guadagni per tutti. Ma è davvero così?

La realtà del social lending, più diffusa all’estero, ha sempre faticato a prendere piede anche in Italia, tuttavia negli ultimi tempi, qualche operatore si è lanciato in questo mondo per noi ancora da scoprire.

Un prestito social non prevede la presenza di intermediari: non ci sono banche di mezzo, quindi i tassi dovrebbero essere vantaggiosi. Esistono community online che si occupano di fare incontrare persone che vogliono ottenere / prestare denaro.

Avevamo già affrontato l’argomento in un altro articolo, spiegando la convenienza teorica dell’operazione: adesso invece vogliamo entrare più nel dettaglio e fare i conti, sia nel caso di chi ottiene il denaro, sia nel caso di chi lo presta.


Per comodità ragioniamo su valori medi. Stando ai dati ufficiali, per classi di rischio basse, le caratteristiche dell’offerta social sono le seguenti:

Prestito con tasso intorno al 7%
Commissioni intorno all’1% dell’importo chiesto/offerto
Contributo una tantum (50 euro) per accedere alla community.

 

Facciamo un esempio semplice: un prestito della durata di 12 mesi, di un importo di 10mila euro.

Chiediamo l’aiuto di due nostri immaginari amici, Gino e Pino, che sono rispettivamente il richiedente e il prestatore.

Come da esempio, Gino ha chiesto 10.000 euro e li ha ottenuti ad un tasso del 7%. Ciò significa che tra un anno deve restituire 10.700 euro. Deve però pagare anche le spese per le commissioni e il contributo di adesione.

Resoconto delle spese di Gino:

  • 700 euro di interessi
  • 100 euro di Commissioni (ovvero l’1% dell’importo chiesto)
  • 50 euro per l’adesione alla community.

Gino ha quindi sborsato, tra interessi e spese, un totale di 850 euro. Il tasso reale è stato perciò l’8,5%. Vi possiamo assicurare che, passando per canali convenzionali, si trovano prestiti ad un tasso inferiore.

Vediamo come se la passa invece Pino, che ha prestato i 10.000 euro e tra un anno ne incasserà 10.700 da Gino. Un guadagno teorico di 700 euro, ovvero del 7%. Ma anche Pino, però, deve pagare qualcosina…

  • 100 euro di Commissioni (ovvero l’1% dell’importo prestato)
  • 50 euro per l’adesione alla community.
  • 266 euro di tasse in fase di dichiarazione dei redditi (i 700 euro di guadagno vanno dichiarati come Altri Redditi da Capitale e sono tassato in base all’aliquota dello scaglione Irpef, che noi ipotizziamo al 38%)

Un totale di 416 euro di spese, che riducono il guadagno di Gino a soli 284 euro (700 – 416), ovvero il 2,84%. Inutile dire che questo guadagno è davvero scarso, se paragonato al rendimento di un qualsiasi conto deposito (che è anche più sicuro).

I calcoli presentati nell’articolo fanno riferimento a valori medi, ma realistici. Anche se il prestito è venduto come social, sappiate che forse troppo social non è. Valutate sempre ogni occasione con carta, penna e calcolatrice!

 

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