Finanziamenti per l’apertura di strutture commerciali all’estero

  
  
Finanziamenti per l’acquisizione di mercati esteri per commercializzare prodotti e servizi già esistenti, attraverso l’apertura di strutture volte ad assicurare la presenza stabile nei mercati di riferimento
Finanziamenti per l'apertura di strutture commerciali all'estero

Finanziamenti per l’apertura di strutture commerciali all’estero

Il Decreto legge 112/2008 rivisto dal decreto legge 83/2012 prevede diverse agevolazioni per le imprese che internazionalizzano. In questo articolo riassumiamo i finanziamenti per l’apertura di strutture commerciali all’estero.
Le iniziative finanziabili riguardano programmi con caratteristiche di investimento, realizzati da imprese con sede legale in Italia e finalizzati al lancio ed alla diffusione di nuovi prodotti e servizi come:

– acquisizione di nuovi mercati per prodotti e servizi già esistenti, attraverso l’apertura di strutture volte ad assicurare la presenza stabile nei mercati di riferimento.

Le unità locali oggetto del programma possono essere costituite da uffici, magazzini, show-room, punti vendita o negozi.

Gestione delle strutture delocalizzate

Le strutture delocalizzate possono essere gestite direttamente o tramite un soggetto terzo locale, partecipato o meno dallo stesso soggetto richiedente.

  
  

Paesi esteri ammissibili

L’azione di internazionalizzazione deve essere rivolta verso Paesi che non sono membri dell’Unione Europea.

Finanziamenti per l’esportazione di …?

L’internazionalizzazione deve riguardare la diffusione da parte del soggetto richiedente di:
– beni e servizi prodotti in Italia;
– beni e servizi prodotti in altri Paesi, ma distribuiti con il marchio di imprese italiane;

Spese ammissibili

Spese per strutture permanenti:
Leasing, affitto o acquisto;
allestimento di locali, arredamento, ristrutturazione, impianti, attrezzature;
leasing, affitto o acquisto automezzi;
gestione delle strutture di rappresentanza come canoni, corrispondenza, taxi, pulizia, manutenzione, assicurazioni;
materiali come cancelleria, abbonamenti, carburanti;
personale all’estero (retribuzioni, oneri sociali, previdenziali);
viaggi e missioni del personale all’estero.

Spese per azioni promozionali:
Formazione del personale all’estero;
consulenze specialistiche;
studi di mercato;
partecipazione a mostre e fiere nel paese di destinazione;
organizzazione di incontri, convegni, seminari, sfilate;
pubblicità attraverso mass media e sponsorizzazioni di eventi;
pubblicità tramite depliant, manifesti, ecc,..
registrazione dei prodotti nel paese di realizzazione del programma.

Spese per interventi vari:
Nella misura forfettaria del 25% della sommma delle spese previste per strutture ed azioni promozionali.

In cosa consiste l’agevolazione ?

Sono agevolabili le spese sostenute nel periodo di realizzazione del programma, che decorre dalla data di presentazione della domanda di intervento e termina 24 mesi dopo la data della stipula del contratto di finanziamento, o ad una data che anticipa la scadenza del periodo di preammortamento.
L’agevolazione consiste nella concessione di un finanziamento a tasso agevolato che copre fino all’85% delle spese ammissibili.
Il tasso di interesse agevolato è pari al 15% del tasso di riferimento e di attualizzazione alla data della delibera di concessione del Comitato e, non può essere inferiore allo 0,50% annuo.

Quali garanzie deve presentare l’impresa per ottenere il finanziamento ?

Al momento della richiesta di erogazione, le imprese devono presentare alla Simest una delle seguenti tipologie di garanzia: fideiussione bancaria, assicurazione, pegno su titoli, fideiussione dei consorzi di garanzia collettiva fidi convenzionati con la Simest.
Per le Pmi, il Comitato Simest può concedere una diminuzione della garanzia fino al 50% del finanziamento (fino al 60% con le ultime disposizioni).

Dove inviare le domande ?

Le domande devono essere inviate alla Simest, utilizzando i moduli presenti sul sito: www.simest.it.

Raccontateci le vostre esperienze con questo tipo di agevolazione.
Pensate sia utile per sostenere le imprese italiane che esportano ?

  
  
  

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