Credito al consumo

Credito al consumo

Cos’è il credito al consumo? Ma sopratutto conviene?

L’espressione credito al consumo indica sinteticamente una molteplicità di contratti, ma tutti esclusivamente rivolti a privati ad uso non professionale, con l’intento di stimolare i consumi e quindi di spingere i potenziali consumatori a corto di denaro all’acquisto, offrendo loro dilazioni di pagamento in cambio di un certo interesse.

Le tipologie di contratto che si possono stipulare sotto il nome generico di credito al consumo sono molteplici:

  • finanziamenti (di vario tipo)
  • mutui
  • prestiti
  • leasing

Nel linguaggio comune s’intende per credito al consumo un prestito finalizzato (all’acquisto di un bene o servizio), mentre in realtà anche un prestito personale non finalizzato rientrerebbe nella suddetta categoria. In questi casi si possono riscontrare dei tassi d’interesse (TAEG e TAN) e di usura più alti di quelli generalmente applicati per i muti, compensati dalle minori garanzie necessarie per sottoscrivere questo tipologia contrattuale. Possiamo in generale considerare questa forma di finanziamento “costosa”.

Per di più il credito al consumo è stato spesso oggetto di accuse da parte delle associazioni dei consumatori, specialemente per la scarsa chiarezza dei termini del contratto, nell’uso “disinvolto” della pubblicità e della difficoltà nell’effettuare un recesso.

Nel 2011 è entrata in vigore la legge sul credito al consumo (D.lgs. n.141/2010) che ha l’intento di chiarire alcuni aspetti a favore dei contraenti, ovvero dei consumatori. Questa norma introduce qualche caposaldo

D.lgs. n.141/2010 entratain vigore 2011

  • Obbligo da parte del prestatore di includere tutte le spese connesse con l’apertura della pratica (spese istruttoria, assicurazioni,costo di un’eventuale apertura di conto, spese di riscossione…) nel calcolo del TAEG
  • Se la dicitura “tasso zero” si riferisce al solo TAN, le comunicazioni pubblicitarie dovranno riportare chiaramente il valore del TAEG
  • Il prestante deve informare il contraente di tutte le informazioni in relazione al contratto che sta sottoscrivendo attraverso un documento detto IEBCC (informazioni europee di base sul credito ai consumatori)
  • Il diritto di recesso (caso prestito non finalizzato) può essere esercitato entro 14 gg dalla stipula attuando le procedure indicate nel contratto (inviando una raccomandata a/r al prestatore). Se il prestito è già stato erogato, il contraente ha 30 gg per restituire l’ammontare completo d’interessi
  • Il diritto di recesso (caso prestito finalizzato) può essere esercitato se il bene non è ancora stato ricevuto attraverso una lettera di messa in mora. Il prestatore restituirà il denaro al contraente e poi si rivarrà sul negoziante.
  • Il diritto di recesso è valido per il contratto nel suo complesso comprensivo delle polize di assiurazione ed accessorie che vengono stipulate insieme a quest’ultimo.


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