Cosa serve sapere sul piano di ammortamento francese

Cosa serve sapere sul piano di ammortamento francese

cosa-serve-sapere-sul-piano-di-ammortamento-franceseLa quasi totalità dei mutui e dei prestiti viene rimborsata secondo il Piano di Ammortamento Francese, che prevede, a parità di tasso, una serie di rate costanti da pagare.

Abbiamo già avuto modo di spiegare cosa è un piano di ammortamento, ma in questo articolo ci concentriamo sul piano Francese, che è il più utilizzato e diffuso.

La caratteristica fondamentale di questo piano consiste nel fatto che le rate sono costanti, ma attenzione a non farsi ingannare da questa affermazione.

Nel caso di tasso variabile, infatti, è chiaro che le rate possono variare a seguito di oscillazioni del parametro di riferimento (es Euribor).

Il concetto chiave è che la rata, per tutta la durata del mutuo, rimane costante se i tassi rimangono costanti.

Esistono altri piani di ammortamento, infatti, che, anche per mutui a tasso fisso, prevedono rate differenziate, calcolate secondo specifiche formule.

Sarebbe singolare se un mutuo a tasso fisso prevedesse rate differenziate, ma la fantasia umana ha partorito piani di ammortamento per tutti i gusti.

Un pizzico di teoria

Le logiche che sono dietro al piano di ammortamento francese hanno implicazioni interessanti che possono aiutare i clienti a scegliere più consapevolmente la tipologia di mutuo da sostenere.
Come esempio, vi proponiamo un piano di ammortamento francese di 24 rate, relativo ad un mutuo di 10000 euro al 5% di tasso fisso annuo.

piano-ammortamento-francese-esempio

Come vedete le rate sono costanti (sempre 438,71 €), ma la loro composizione è varia. Come per tutti i piani di ammortamento, la rata è composta da una quota di interessi (proporzionale al tasso annuo applicato) e da una quota capitale. Quando viene rimborsato tutto il capitale, il mutuo si ritiene estinto. Lo potete verificare dalla colonna “capitale residuo”, che diminuisce rata dopo rata fino ad arrivare a zero.

Per ogni rata, gli interessi sono calcolati sul capitale residuo della rata precedente.

I segreti del piano francese

Esiste una fregatura di fondo nel piano francese. Poichè gli interessi sono calcolati sempre sul capitale residuo, il piano viene sviluppato in modo che le quote capitale vengano rimborsate in misura maggiore alla fine. Verificate come nella rata 1 il rimborso del capitale sia di circa 397 euro, mentre nell’ultima rata di ben 436.

Questo significa che il capitale viene rimborsato in maniera più lenta all’inizio e quindi gli interessi iniziali sono molto più alti. In pratica in questo modo la banca si assicura che i soldi prestati fruttino fin da subito degli interessi. La proporzione è immane: nella prima rata si pagano 41 euro di interessi, nell’ultima solo 1 euro.

Ciò significa che, nel caso vogliate estinguere un mutuo, è molto più conveniente farlo se non si è alla fine dei pagamenti. Rimborsando all’inizio, infatti, vi risparmiereste molti interessi da restituire, mentre estinguendolo a ridosso delle rate finali vi evitereste solo pochi euro.

Esiste anche una implicazione interessante da considerare, nel caso in cui siate indecisi se scegliere un tasso variabile. Chi opta per un mutuo a tasso variabile ha essenzialmente un grande timore: che la rata salga talmente tanto da diventare insostenibile.

Ebbene, per come è strutturato il piano di ammortamento francese, possiamo ricavare uno spunto interessante: poichè le quote di interessi sono molto maggiori all’inizio, il rischio di aumento della rata esiste maggiormente nei primi periodi.

Supponiamo infatti che, per assurdo, i tassi salgano così tanto da raddoppiare gli interessi. Se ciò accade mentre pagate le primissime rate paghereste circa 80 euro di interessi anzichè 40. La rata, quindi, si avvicinerebbe di molto a 500 euro.

Se, al contrario, ciò accade quando state già pagando le ultime rate, l’impatto è molto ridimensionato: paghereste solo pochissimi euro in più.

Ciò significa che, se avete timori di non poter pagare una rata futura, dovrete assicurarvi di poterla sostenere nei primi anni di mutuo (indicativamente, nella prima metà del mutuo). La seconda metà non dovrebbe essere troppo penalizzante.

E possiamo chiudere con una buona notizia: le rate dei mutui non vengono adeguate all’inflazione. Pagare 500 euro al mese per 20 anni, risulta sicuramente oneroso in partenza, ma, con il seguire degli anni, complice l’aumento generalizzato dei prezzi causa inflazione, questi 500 euro vi sembreranno sempre meno. Per chi sottovaluta l’effetto dell’inflazione, consigliamo un simpatico articolo, che mostra come siano aumentati i prezzi nel tempo.

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