Articolo 324 del Codice Civile

Articolo 324 del Codice Civile

Articolo 324.

Gazzetta Ufficiale 4 aprile 1942, n. 79
Codice Civile [approvato con R.D. 16.03.1942, n. 262]

I genitori esercenti la potestà hanno in comune l’usufrutto dei beni del figlio.

I frutti percepiti sono destinati al mantenimento della famiglia e all’istruzione ed educazione dei figli.

Non sono soggetti ad usufrutto legale:

1) i beni acquistati dal figlio con i proventi del proprio lavoro;

2) i beni lasciati o donati al figlio per intraprendere una carriera, un’arte o una professione;

3) i beni lasciati o donati con la condizione che i genitori esercenti la potestà o uno di essi non ne abbiano l’usufrutto: la condizione però non ha effetto per i beni spettanti al figlio a titolo di legittima ;

4) i beni pervenuti al figlio per eredità , legato o donazione e accettati nell’interesse del figlio contro la volontà dei genitori esercenti la potestà. Se uno solo di essi era favorevole all’accettazione, l’usufrutto legale spetta esclusivamente a lui.

NOTA: Si tratta di un diritto che non può essere trasmesso ad altri che si estingue quando il figlio raggiunge la maggiore età, alla morte dei genitori, nel caso di perimento del bene, nel caso di matrimonio del figlio.

Fonti

  • Codice Civile
    • LIBRO PRIMO – DELLE PERSONE E DELLA FAMIGLIA
      • Titolo Nono – Della potestà dei genitori (Artt. 315-342)
        • Capo terzo – Dell’adozione speciale

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